Torre Artus: rottamare i contenziosi storici. E poi studiare percorsi di tutela. Prove di dialogo tra il sindaco Andrea De Filippo e l’avvocato Pasquale D’Alessio

MADDALONI- Cento e più anni di polemiche, guai e contenziosi. Come rottamare una storia infinita tra comune, eredi de’Sivo e il territorio. Per la cronaca, dal mese prossimo, alla querelle si dovrebbe aggiungere un nuovo capitolo: l’avvio delle perizie Ctu sull’acquedotto abusivo costruite nelle mura del castello con annessa richiesta di abbattimento. Al cospetto di una storia che è iniziata nel lontano 1926 si tenta di percorrere l’inedita strada del buon senso. Il sindaco Andrea De Filippo e l’avvocato D’Alessio, attore del contenzioso, si sono incontrati. Obiettivo: rottamare i contenziosi e avviare un dialogo costruttivo.

Sindaco che sta succedendo? Prove tecniche di dialogo (dopo decenni di incomprensione) mentre il mese prossimo vi ritroverete in Tribunale?

Ecco è proprio questo che si vuole e si deve evitare. Se il comune e una parte degli eredi de’Sivo vogliono confrontarsi non possono non farlo prima di aver abbandonato e archiviando storie o litigi infiniti senza via d’uscita.

E’ la solita storia della rottamazione dei contenziosi?

Si, è una delle tante storie infinite un pò come il contenzioso perenne con Rfi. La gestione responsabile del territorio non si fa nei tribunali. Anzi deve uscire dalle aule dei tribunali.

E cosa vi siete detti?

Il solo fatto che c’è la disponibilità a parlare e a voler superare attriti datati è già un passo in vanti.

Archiviare le cause?

Questa è la precondizione per poter dialogare. Ho chiesto e ottenuto dall’avvocato Pasquale D’Alessio la disponibilità a superare qualsivoglia forma di contenzioso con l’ente.

Una moratoria?

Non un superamento. Un minuto dopo ci si potrà confrontare, in maniera paritetica, se ci sono le condizioni per avviare, tentare e/o impostare un percorso di salvaguardia e tutela.

Insomma, ci sarebbero due fasi: prima il confronto e l’archiviazione del contenzioso e poi tentare un percorso di tutela?

Senza il primo, il secondo non ha nemmeno senso. Qualcuno ha scritto che “nessuno si salva da solo”. Credo che i privati, allo stato attuale, da soli non potranno tutelare i beni monumentali. E nemmeno il comune senza sinergie istituzionali di ampio respiro. Tanto premesso, dopo aver ripristinato condizioni di dialogo paritetico che salvaguardia i diritti legittimi della parti in dialogo, aspetto proposte e ipotesi progettuali che valuteremo poi nel merito della sostenibilità e fattibilità.

La road map è: rottamare il contenzioso e studiare possibili percorsi di tutela?

Il percorso è: azzerare il contenzioso per dialogare; ripristinare condizioni di partnership e valutare precorsi fattibili di salvaguardia. Il tutto in ordine rigidamente cronologico. Lavori in corso.

L’avv. Pasquale D’Alessio e il sindaco Andrea De Filippo