Le Zone economiche speciali estese anche al Centro e al Nord. Snaturato il provvedimento di rilancio economico del Mezzogiorno d’Italia

NAPOLI- (di Elio Bove) Qualcuno aveva parlato delle Zone economiche speciali come una seconda Cassa per il Mezzogiorno. Lavoro, assunzioni, incentivi fiscali e snellimento delle procedure burocratiche dovevano portare a colmare il gap tra nord e sud. Le Zes al sud sono state la grande scommessa per riequilibrare il meccanismo redistributivo fra le diverse aree del paese, un’opportunità per rilanciare il Mezzogiorno nell’ottica di invertire la rotta per frenare l’impoverimento di un’Italia viaggiante su due diversi binari. Il sud, intrappolato in una spirale depressiva e irreversibile, con le Zes, si è ritrovato al centro dell’agenda politica, perché senza il sud non si va da nessuna parte. E’ bastato il risultato politico delle Europee per affossare l’idea che il sud non è più la più grande area sottosviluppata dell’Europa occidentale. Di zone economiche speciali c’è bisogno anche al centro e al nord Italia. Non è cosa fatta, ma si discute abbastanza e gli impegni presi sembrano fare del nostro Paese un’unica Zona economica speciale, snaturando il provvedimento pro sud e consentendo così lo sviluppo di imprese attraendo investimenti esteri anche altrove. Non solo il sud, ma tutta l’Italia diventerà una Zes, entrando in competizione con la Zes più famosa e sviluppata del mondo, quella di Dubai. Il Ministero dello Sviluppo Economico lavora in sinergia con il Ministero per il Sud per la realizzazione delle Zone Economiche Speciali anche nel Centro e Nord Italia. Lo si legge in una nota diffusa dal Mise. A questo scopo, il Ministero è impegnato a individuare le aree di crisi complessa del Centro-Nord che potranno essere inserite in un piano organico di Zone economiche speciali. L’obiettivo, infatti, è quello di definire – continua la nota – attraverso un dialogo costruttivo con Confindustria e le Regione coinvolte, un piano complessivo per tutte le aree del Centro-Nord ora escluse. Un particolare però non è stato per niente preso in considerazione: ad oggi non risultano operative le Zone Economiche Speciali individuate al sud ed in modo particolare in Campania, la prima regione d’Italia a partire.