La riqualificazione negata dell’ultima tratta dell’ex 265 (area Giardinetti). L’ass. Giuseppe D’Alessandro: “Errore procedurale. L’intera arteria deve ritornare all’Anas”

MADDALONI- Tecnicamente è del Comune. Praticamente è la «strada di nessuno». Che la burocrazia sia ottusa e che sia in grado di partorire mostri è cosa nota. Ma non si finisce mai di meravigliarsi di come la scartoffie riescano a complicare l’umana esistenza. E’ quello che è successo nella tratta dell’ex 265 o se se volete ex provinciale 335 oppure via Forche Caudine. Insomma, dall’incrocio con via Ponte Carolino (località Zi’Peppe) fino alla località Giardinetti. Incredibile ma vero. Visto l’aumento del traffico, la presenza della Superstrada Fondo Valle Isclero la tratta fino a valle di Maddaloni è ritornata all’Anas. E’ il riconoscimento di un incremento dell’importanza dell’arteria. Ma anche dell’impossibilità per l’ente Provincia di risolvere i problemi di manutenzione e qualificazione funzionale. Se è vero per la provincia (che di strade ne gestisce tante) figuariamoci per il Comune che è diventato titolare di due chilometri di strada di primaria importanza nazionale. Di questo clamoroso errore burocratico ne parliamo con l’assessore Giuseppe D’Alessandro.

Assessore nel passaggio di competenze c’è un buco negli atti amministrativi?

Sembra proprio di si. Nella riqualificazione della nuova statale 265 dei Ponti della Valle, l’intensa tratta (cioè dai Giardinetti fino a Valle di Maddaloni) doveva essere riqualificata e riattribuita all’Anas.

E invece che è successo?

Invece, negli atti esecutivi, sono passati all’Anas le competenze della Provincia e non quelle del Comune. Insomma, si riconosce la necessità di elevare il livello delle gestione. Ma ci si è dimenticati della tratta comunale.

E ora che succede?

Faremo di tutto affinchè lo spirito del provvedimento originario sia applicato in tutti gli atti conseguenziali.

Insomma, la tratta del Comune dovrebbe passare all’Anas?

E’ la logica conseguenza di un atto di riordino che altrimenti non si spiegherebbe e che sarebbe contraddetto dagli atti successivi messi in pratica.

Per l’ente locale, in definitiva. le procedure vanno corrette?

Se è vero che la Provincia non è in grado di gestire una simile arteria di primaria importanza, lo è ancora di più a maggior ragione per l’ente locale. Pertanto, il Comune chiede di correggere i lacunosi atti i trasferimento delle competenze.

E’ solo un problema procedurale?

No. E’ un problema sostanziale. Non ci sono fondi, risorse e personale idoneo per rimettere in sesto una striscia d’asfalto, lunga oltre un mille e 500 metri, e tantomeno intervenire per interventi di  messa in sicurezza. Siamo concreti: non può essere comunale una bretella che collega due statali di primaria importanza. Gli atti manchevoli vanno corretti.