Interporto; stallo delle trattative dopo la rescissione contrattuale alle imprese edili. Forte il disorientamento degli operai

MADDALONI- Tutto l’Interporto minuto per minuto. Il “Volano dell’economia casertana” non gira. Si è inceppato: dopo la sparata di carte e controcarte, è arrivata la paralisi. Intercos e la subappaltante Sogesa hanno avviato le procedure di licenziamento per 38 unità. I sindacati hanno cercato di mediare con la toppa della cassa integrazione. E la sociertà “Antichi Speldori”, committente del completamento edilizio dell’Interporto Sud Europa ha rescisso, per contestate inadempienza contrattuali, il rapporto con Intecos. Botta e risposta. Risultato: la paralisi più completa. Al momento, non c’è trattativa. Non è stato intavolato nessun chiarimento. E gli operai sono alla ricerca di finfomazioni e ragguagli su cosa fare domani. Figuriamoci per le prossime settimane. Una situazione inaccettabile per il territorio soprattutto a pensare che di lavoro da fare ce ne è. E pure tanto. Ancora una volta i destini produttivi del territorio finiscono in secondo piano: non si discute di cosa deve diventare o cosa si possa fare su un’area di oltre quattro milioni di metri quadrati, nell’ambito della logistica nazionale e non solo. Ma tutto, ancora una volta, è finito sul binario morto delle trattative occupazionali ad oltranza, della difesa dei livelli occupazionali minimi e delle discussioni a corto respiro in attesa del completamento del capannone di turno. Così non si intravede il futuro. Anzi non c’è futuro. Se i giovani vanno via ci saranno delle cause, anzi molte cause. Questa è una delle tante: la storia dello sviluppo promesso che non c’è che va in onda, a reti unificate, dal 1997.