IACP, famiglia di 7 persone sfrattata dai Carabinieri. Tra questi un bambino di 20 mesi asmatico e diabetico. L’avvocato Rienzo: nostri concittadini meritano di essere assistiti. Urge un impegno serio

La società dell’ipocrisia, del finto perbenismo, della burocrazia e dei burocrati del “addó vedono e addó cecano”.
La società che non si ferma innanzi ad una famiglia composta da 7 persone, senza reddito, con un bimbo di 20 mesi diabetico e asmatico, con un 14enne sofferente di stati d’ansia e depressione.
Ieri mattina, i Carabinieri si sono recati in via Orazio De Carlucci presso l’abitazione in questione ed hanno sigillato la porta d’ingresso dell’appartamento e sfrattato i residenti (secondo gli uffici preposti abusivi).
Gli abitanti, avevano anche cercato di sistemare la questione con IACP ma senza trovare una soluzione.
In effetti si è provveduto a sfrattare una famiglia bisognosa per cosa? Per tenere l’appartamento vuoto.
Che schifezza…
E i servizi sociali?
Beh, per loro guadagnarsi lo stipendio vuol dire in relazione ai casi complessi “Signó, ce dispiace, ma ca nun putimm fa niente”…
Che guerrieri, che eroi valorosi, che cuore…
E che coraggio sfrattare una famiglia in condizioni di grave disagio guardando negli occhi un bambino di 20 mesi.
Siamo una nazione ultra cordiale con immigrati extracomunitari anche loro per l’amor di Dio estremamente bisognose, ma le famiglie italiane che vivono questi drammi devono essere tutelate?

A tal proposito è intervenuto l’avvocato Domenico Rienzo:

“In Italia ogni forma di governo, da quello centrale a quello regionale, provinciale o comunale, ha mostrato grande sensibilità e assistenzialismo nei confronti di cittadini extracomunitari venuti in cerca di fortuna o di una vita migliore. Non tutti scappano dalla guerra, alcuni sono solo attratti dal sogno: una terra come la nostra fa sognare. Ma alla base di questo amorevole gesto di accoglienza non si nasconde un cuore d oro. No come spesso i tg satirici o programmi come le iene ci hanno svelato, ci sono meri interessi economici. Ben diversa è la situazione dei nostri connazionali, compaesani, che abitando nelle periferie, iacp, le più note case popolari, non hanno aiuti di alcun tipo. Per loro il proprio paese si è trasformato in incubo, perché si sentono abbandonato a a se stessi. Se i comuni sono così ben disposti ad aiutare i propri fratelli perché per questi ultimi non fanno nulla? Io mi riprometto di intraprendere azioni forti per tutelare tutte queste categorie disagiate. Urge un impegno vero, basta con i “demagoghi” politicanti avvoltoi del voto.”