DURO COLPO AL CLAN MAFIOSO SPADA. SEQUESTRATI BENI PER 19 MILIONI DI EURO

Operazione “APOGEO”:

Dalle prime luci dell’alba, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di
Roma stanno dando esecuzione a cinque decreti di sequestro di beni, emessi dalla Sezione
Misure di Prevenzione del locale Tribunale nei confronti di altrettanti esponenti di spicco
del clan mafioso SPADA.
L’odierna attività costituisce l’epilogo di un’articolata indagine, coordinata dalla Direzione
Distrettuale Antimafia capitolina, nel cui ambito gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di
Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la “carriera criminale” dei vertici del clan, i
quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per
un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato
rispetto agli irrisori redditi dichiarati.
Pertanto, in applicazione delle norme in materia di misure di prevenzione contenute nel
“Codice Antimafia”, i Finanzieri hanno proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro di tali
ricchezze, acquisite con i proventi dei traffici delittuosi cui i proposti sono stati abitualmente
dediti.
Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine
SPADA alias “Romoletto” (classe 1967), nonché di Ottavio SPADA (classe 1963), Armando
SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951),
hanno preso le mosse dalle operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, nel cui contesto è
stata documentata l’operatività del sodalizio nel territorio lidense, identificandone i “capi” e
raccogliendo rilevanti fonti di prova in ordine al sistematico esercizio dell’intimidazione,
all’esazione del “pizzo” e alla commissione di plurimi fatti di estorsione, usura, traffico di
droga e fittizia intestazione di beni, quest’ultima strumentale al controllo di molteplici attività
economiche nei più disparati settori commerciali.
Il carattere mafioso dell’organizzazione è stato recentemente confermato dalla Corte di
Cassazione in sede di pronuncia sul ricorso avverso un provvedimento del Tribunale del
Riesame relativo alla nota aggressione perpetrata da Roberto SPADA, nel novembre del
2017, ai danni di una troupe della RAI nei pressi della palestra FEMUS BOXE di Ostia (oggi
sottoposta a sequestro), di proprietà dello stesso pregiudicato.

L’associazione capeggiata da “Romoletto”, per lungo tempo “gregaria” della consorteria dei
FASCIANI, ha prepotentemente affermato la propria egemonia territoriale nell’area del litorale
romano all’indomani delle operazioni “NUOVA ALBA” e “TRAMONTO” – che hanno
smantellato quel sodalizio – mantenendo, tuttavia, solide relazioni con esponenti di spicco del
predetto gruppo malavitoso, al quale gli “alleati” SPADA hanno destinato parte dei loro introiti
per il sostentamento del boss Carmine FASCIANI, attualmente detenuto.
Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle – basati anche sull’apporto dichiarativo di alcuni
collaboratori di giustizia – è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita
del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia
legale ostiense, reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la
costituzione, tramite compiacenti “prestanome”, di una serie di imprese (bar, sale slot,
distributori di carburante, concessionarie di auto, ecc.) e associazioni sportive dilettantistiche
utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza.
Aderendo in toto alle prospettazioni investigative, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro
dei seguenti beni, riconducibili ai proposti anche se in gran parte intestati ad altre 47
persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale:
 patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del
capitale sociale di un’ulteriore società, operanti nei settori “bar e somministrazione di
alimenti e bevande”, “panificazione”, “commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e
di autoveicoli leggeri”, “costruzioni edifici residenziali e non”, “vendita al dettaglio di
carburanti”, “sale giochi e biliardi”, site a Roma (per lo più a Ostia) e in provincia di
Frosinone;
 patrimonio aziendale e relativi beni di 6 associazioni sportive/culturali, ubicate a Ostia;
 4 immobili, siti a Roma e Ardea (RM);
 15 autoveicoli e 1 motoveicolo;
 rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni.
L’odierna operazione rappresenta l’ennesima testimonianza della costante ed efficace opera
svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza di Roma ai fini
dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”.