Dialogo a sinistra, inutile e senza risultati, tra il Pd e gli ex fuoriusciti

MADDALONI- Prove tecniche di dialogo. In realtà sono vere e proprie trattative: il Pd ufficiale di Maddaloni e il “Pd della diaspora” (cioè gli attivisti con la tessera, senza tessera o comunque che si riconoscono nei Dem ma che sono frazionati in forze civiche) si sono incontrati. Si stanno incontrando e si incontreranno ancora. Si sono confrontati ma sembra che la strada verso la riunificazione sia ancora lunga. Ascoltando le voci di dentro sono tre i temi scottanti e divisivi sul tappeto: il percorso verso una nuova segreteria unitaria; il superamento dell’attuale gestione a cui riconoscere la funzione di traghettamento verso il nuovo soggetto. E soprattutto il tema dei temi: le candidature alle prossime regionali. E sembra proprio che i primi due problemi siano delle bazzecole rispetto a quest’ultimo. Il processo di convergenza si è inceppato: passi la transizione verso la segreteria unitaria (percorso logico scontato in una fase di ricomposizione) ma sembra che non ci sia un percorso comune e condiviso che porti verso le elezioni regionali. A dividere non sono solo i nomi ma anche la scelta se essere alternativi o meno in maniera radicale alla maggioranza di De Filippo, Si era detto che, dopo le europee, i Pd (quello unico e ufficiale e i Pd della diaspora) si sarebbero incontrati ma senza risultati.