Carenza di assistenti sociali. Si blocca il welfare: stop ai servizi di ascolto e segretariato sociale

MADDALONI- Il mondo del disagio continua ad essere disagiato. La mancata programmazione pluriennale dell’adeguamento degli organici e dei servizi comunali genera mostri. E’ il caso dei servizi sociali e degli assistenti sociali. Dopo il black out di 18 mesi, imposto dalla gestione commissariale, arriva la scadenza del contratto trimestrale con le cooperative. Il risultato è che si sono bloccati di nuovo tutte le attività di tutela, segretariato sociale, assistenza e ascolto per i minori a rischio e con problematiche familiari o scolastiche. Le attività dedicate alle donne in difficoltà, le fasce sociali deboli (anziani, disabili, disoccupati), le coppie separate o con problemi di convivenza nonchè di gestione della genitorialità. I disagi storici si sommano ai nuovi. E la via di uscita dalla carenza di operatori sembra impervia sebbene sia stata scelta il percorso dell’assunzione di almeno un operatore in pianta stabile. L’imbarazzo vero è che insieme ai nuovi problemi, alle problematiche crescenti si accomuna il lavoro in arretrato. A soffrire è il territorio perché il mondo del disagio è trasversale, attraversa tutte le fasce sociali e soprattutto, se non affrontato, crea problemi enormi. L’imbarazzo maggiore è la perdurante condizione di «inadempienza e omissione verso  l’operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni». E’ dal maggio 2017 che l’ente non riesce a garantire, con continuità, l’attività di coordinamento con l’Autorità Giudiziaria. Ancora una volta stanno arrivando al pettine nodi mai sciolti: la questione degli assistenti sociali (erogatori di un servizio essenziale e fondamentali) è come quella dei vigili urbani e dell’ufficio tecnico. Senza turn over, senza adeguamento degli organici e senza pianificazione della mole di lavoro si è arrivati alla condizione estrema: c’è molto lavoro da fare ma mancano gli operatori per scadenze contrattuali o pensionamenti. Il vuoto ventennale di programmazione politica è pagato dai più deboli. E’ pagato per intero dai cittadini trasformati in portatori di disagio.

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