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Bilancio della crisi rifiuti. Opposizione senza proposte, perde un’occasione per dimostrare un reale cambiamento della politica. La Regione intanto individua i siti per lo stop del termovalorizzatore

MADDALONI (di Elio Bove) Con la fine dell’emergenza dei rifiuti umidi, la politica cittadina sale sul banco degli imputati. Sembra strano, ma gli unici a salvarsi sono stati il Sindaco e qualche consigliere d’opposizione. Gli altri? Devono riflettere al cospetto del risultato portato a casa. Partiamo dalle richieste delle dimissioni. L’opposizione doveva pur dare in pasto all’opinione pubblica lo scalpo dell’assessore Liccardo per dimostrare il fallimento della gestione rifiuti in città, ma ha toppato. Poca cosa e dimostrazione lampante di come una certa politica è ancora troppo legata alle pratiche del passato. L’assessore Liccardo, in silenzio e sempre concentrato sul problema, ha contribuito a chiudere positivamente una crisi, che non aveva bisogno di scalpi da esporre né dei Carabinieri né dell’autorità giudiziaria, ma di proposte. Da mesi un consigliere comunale d’opposizione (per le cronache Angelo Tenneriello) si sta battendo per la realizzazione di un impianto di compostaggio, sfidando anche l’impopolarità. E’ da tempi non sospetti, prima che iniziasse la crisi, che insiste sull’importante struttura di filiera, ignaro del fatto che anche il Sindaco De Filippo già si è mosso da tempo per lo stesso motivo. Per amore della verità, ad un certo punto, il Sindaco ha avuto anche in casa propria chi iniziava a sbroccare, dimenticando da quale parte siede in consiglio comunale. Fare opposizione, in situazioni del genere, significa anche chiedere la testa di qualcuno: fa parte del gioco. Forse i tempi di attacco sono stati sbagliati, ma fa parte del gioco. Quindi è stato all’interno della maggioranza che qualcuno l’ha fatto fuori dal vasino. L’accusa era legata ai 302 euro a tonnellate per lo smaltimento. I 302 euro a tonnellate sono stati confermati, ma non si hanno più notizie di chi aveva alzato la testa, puntando il dito contro come chi fa opposizione. Alla fine tutto risolto e tutto rimandato alla prossima ammuina della prossima crisi a settembre: manca poco alla preventivata chiusura del termovalorizzatore di Acerra. Come abbiamo fatto in passato, vi anticipiamo che cosa succederà quando i comuni dovranno affrontare quest’altra fase emergenziale. La Regione Campania ha già individuato i due siti in cui saranno stoccate provvisoriamente le 40mila tonnellate di rifiuti che l’inceneritore di Acerra a settembre non potrà bruciare, a causa della programmata manutenzione.I due siti sono la “Piazzola Numero 2” di Acerra e la Cava Giuliani di Giugliano, comitati e ambientalisti del posto permettendo.  

Tema di Anders Norén

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