Sconfitta al Consiglio di Stato: Rfi contabilizza il conto danni da presentare al Comune. Emerge che l’avvocato D’Errico (incaricato a disinnescare il contenzioso) fu costretto alle dimissioni anche perché aveva osato contestare i disservizi della Nu

MADDALONI- La devastante e tombale sconfitta presso il Consiglio di Stato al pagamento danni per omessi accordi con Rfi (per la sostituzione dei passaggi a livello con un sistema di viabilità alternativo) ha portato in primo piano l’avvocato Vincenzo D’Errico che, su mandato del Consiglio Comunale, fu incaricato di «trovare un accordo» poi abiurato dall’amministrazione Farina.

Per capire di più di questo strano intreccio tra politica e opere pubbliche che costerà molto di milioni di euro (jn via di accertamento da parte di Rfi) ne abbiamo parlato con chi, da presidente del Consiglio Comunale fu incaricato proprio per evitare la catastrofe che si sta abbattendo sui contribuenti maddalonesi.

Ma lei fu costretto alle dimissioni dai Ds (oggi Pd), cioè dal suo partito, proprio per avversare l’accordo in corso con Rfi?

Le vere ragioni per le quali io fui costretto dal mio partito a rassegnare le dimissioni da assessore (ricoprivo la carica di assessore all’ambiente nella giunta Farina in quota DS) nei primi mesi del 2007 sono di strettissima attualità. Più della catastrofe del contenzioso perso con Rfi.

Cioè?

C’è un argomento tabù della politica locale: la madre di tutte le emergenze che ha prodotto il primo sindaco della storia di Maddaloni rimosso dal Presidente della Repubblica (Michele Farina), il primo sindaco arrestato (Rosa De Lucia) e soprattutto una marea di disservizi e contenziosi che ancora non sono giunti a compimento.

Sta parlando della passata, presente e anche futura difficile gestione del servizio Nu?

Purtroppo si. In seguito ad una indagine amministrativa che avevo condotto presso il CONAI e tutti gli enti della filiera dei rifiuti avevo scoperto che sia l’Unione dei Comuni Calatia (al cui vertice vie erano rappresentati dei democratici di sinistra, ovvero del mio partito) che il Consorzio ACSA CE 3 (che comprendeva ben 23 comuni del territorio della Provincia di Caserta) non erano neppure convenzionati con i sei (6) Consorzi istituzionalmente preposti alla raccolta differenziata (si tratta di quelli che si occupano del ritiro dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, legno, plastica e vetro raccolti in modo differenziato). Eppure il Comune di Maddaloni e per esso l’Unione dei Comuni Calatia aveva appaltato al Consorzio Iacata Iacorossi il servizio della raccolta RSU con un contratto di oltre 50 milioni di euro su base settennale con un canone annuo di Euro 7.324.343,51 oltre IVA (dei quali 500 mila euro oltre iva venivano versati unicamente per garantire la raccolta differenziata).

Quindi?

Chiedevo, dunque, con forza che il Comune rivedesse i suoi impegni contrattuali con l’Unione dei Comuni e soprattutto con la ditta appaltatrice Iacta Iacorossi all’indirizzo della quale inviavo tutta una serie di contestazioni.

E cosa successe?

Per tutta risposta mi veniva contestato che ero assessore all’ambiente del Comune di Maddaloni per cui non avevo competenza nei confronti dell’Unione dei Comuni Calatia che, al contrario, era dotata di propri assessori (sempre quelli del mio partito).

Insomma i superassessori dell’Unione maddalonesi non ascoltavano le indicazioni sui disservizi patiti da Maddaloni?

Di fatto si. A più riprese denunciavo tali irregolarità anche all’indirizzo di Ferdinando De Franciscis (in quegli anni Presidente della Provincia di Caserta) come si evince anche da diversi articoli della stampa locale dell’epoca ma, purtroppo, non venivo ascoltato ed anzi venivo addirittura costretto a dimettermi perchè i consiglieri comunali del mio partito sottoscrivevano un documento nel quale chiedevano le mie dimissioni in quanto, a loro dire, «non seguivo le direttive del partito».

Chi non seguiva l’«ortodossia all’ombra della Quercia era fuori dai Ds-Pd»? Dieci anni dopo sembra che nulla sia cambiato tranne il nome di quel partito…

…non commento i fatti politici attuali. Ma solo le sentenze. Sta di fatto che non si è voluto invertire o correggere il corso degli eventi improntato al «laissez faire, laissez passer». Le conseguenze di tanto «liberismo amministrativo» approdato poi allo sbrago amministrativo (inadeguata gestione dei rifiuti) sono note purtroppo note a tutti i maddalonesi in quanto il Comune veniva sciolto una prima volta per la questione  dei rifiuti nell’anno 2010 (il Sindaco Farina veniva rimosso con DPR del 31.12.2009) ed una seconda volta, sempre per le mazzette legale all’affaire rifiuti nell’anno 2016 (il Sindaco De Lucia veniva, infatti, arrestata in data 08.03.2016).

E la questione passaggi a livello, che c’entra?

E’ stata una conseguenza. Infrante le regole del «liberalismo amministrativo» tutto quanto veniva da me proposto, compreso il progetto dei passaggi a livello, su mandato del Consiglio Comunale, è stato avversato.

Una questione personale?

No peggio. Un sistematica opera di azzeramento di qualsiasi iniziativa improntata a tutelare il bene pubblico. Lo slogan era: «Prima gli interessi o le ragioni della politica del momento». La città poteva aspettare.

Ma i maddalonesi ci hanno rimesso le penne e pure i soldi. Altro che interesse pubblico o della politica…

Infatti, l’Unione dei Comuni ha prodotti un contenzioso gigantesco e un buco di 10 milioni di euro. I danni dei passaggi a livello verranno resi noti da Rfi. Paga Pantalone che vive sull’orlo del dissesto finanziario. Diciamo ciò e analizziamo quanto è accaduto affinché si comprenda che certe catastrofi non nascono dal nulla. E né sono figlie della mala sorte o di qualche cattivo interlocutore di turno come si è voluto far credere per Rfi. Ma della mala  politica. Faremo un comitato affinché al danno finanziario non sia aggiunta la beffa della rimozione del ricordo di simili gestioni e di quanti sono ne stati protagonisti. Perché se sono ritornanti certi contenziosi sotto forma di danno finanziario, si potrebbe prospettare anche il ritorno di certi protagonisti di una disgraziatissima stagione politica locale.

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